Gay & Bisex
Un trekking alternativo
11.09.2024 |
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"Ricordo che mi prese la testa con delicatezza e mi accompagnò dolcemente verso al suo cazzo, che con ingordigia presi in bocca gustando ogni centimetro della sua pelle giocando con la mia lingua..."
Una mattina di luglio,mi sveglio presto e decido di partire per un bel trekking in appennino, preparo il mio zaino , un panino per la sosta ed un telo nel caso ci scatta un riposino.Giornata meravigliosa, un sole splendido non troppo caldo ma ventilato , arrivo al parcheggio e mi incammino, dopo circa tre ore arrivo ai piedi di un bel prato con qualche albero a creare aree d'ombra veramente confortevoli, guardo l'ora ed essendo ormai le 11.30 decido di fermarmi e godermi la pace e la tranquillità.
Dopo circa 10 minuti vedo un ragazzo arrivare dal sentiero e si avvicina porgendo un saluto accompagnato da un bellissimo sorriso, ricambio il saluto ed iniziamo a scambiare qualche chiacchiera, sul panorama sulla tranquillità e sulla natura.
Dopo poco mi dice che lui viene spesso in questo posto a prendere il sole e solitamente lo prende integrale a a proposito mi chiede se la cosa potesse infastidirmi .
Io risposi con un sorriso che non avevo nessun problema e che a volte ero andato pure io in aree naturiste a prendere il sole.
Tolto il pensiero, Carlo, il bel moro , inizia a stendere il suo telo e a spogliarsi, inizialmente cerco di distogliere lo sguardo mirando l'orizzonte, ma il suo corpo statuario era molto più interessante, soprattutto quando si tolse gli slip e mise in mostra un pisello degno di nota.
Si sistemo sul telo , in posizione supina e si mise bello rilassato a prendere il sole.
Facevo sempre più fatica a non sbirciare finché ad un certo punto mi misi nuovamente a guardarlo ma lui stava guardando me , un sorriso birichino era stampato sul suo viso, mentre sul mio calò un forte imbarazzo, sorrisi pure io ma distolsi lo sguardo.
Ero imbarazzato ma allo stesso tempo eccitato , pensavo a quanto sarebbe cresciuto quello splendido cazzo e mille fantasie mi assalirono, non sapevo come comportarmi ma la voglia di guardare era troppa.
Decisi di girare la testa e guardarlo nuovamente, preso il coraggio girai gli occhi e lui era ancora lì a guardarmi accarezzandosi le parti basse, gli feci un bel sorriso e sentii il mio cazzo gonfiarsi senza controllo.
Non ho più distolto lo sguardo e questo lo fece evidentemente eccitare ed iniziò a toccarsi e menare quell'uccello che prendeva sempre più le dimensioni di un tronco, la mia mano inizio a scivolare verso i miei pantaloncini, il mio cazzo era già durissimo tanto da farmi male.
A quel punto Carlo mi chiese se volevo unirmi a lui a prendere il sole , il posto era tranquillo la nostra era una pura coincidenza o forse no chissà, indicò il suo telo e rinnovò l'invito.
Inizialmente non volevo ero imbarazzato, ma la mia testa e non solo lei ,continuava a dirmi che una occasione così era irripetibile, feci un bel sorriso e mi avvicinai a lui iniziando a spogliarmi.
Ero nudo disteso affianco ad un uomo stupendo che senza fare troppe menate iniziò ad accarezzarmi e neanche tempo di dire una parola avevo già la sua lingua in bocca.
Era fantastico , baciava con passione, i nostri corpi umidi si strusciavano ripetutamente e la mia mano gli stava menando quella trave da 20 cm dritta come il tronco di un abete, con una cappella proporzionata e umida.
Ricordo che mi prese la testa con delicatezza e mi accompagnò dolcemente verso al suo cazzo, che con ingordigia presi in bocca gustando ogni centimetro della sua pelle giocando con la mia lingua attorno al suo glande turgido che si contraeva ad ogni colpo che gli davo.
Sentirlo godere mi faceva impazzire e desiderare sempre più ardentemente di sentirlo dentro di me.
C'era una sintonia magica , un misto di paura di essere visti ed eccitazione per la trasgressione, dopo aver leccato quella meraviglia per almeno un quarto d'ora, lui si alzo mi mise in ginocchio ed iniziò a giocare con le dita attorno al mio buco , sentivo che metteva saliva ed infilava un dito , altra saliva e due dita infilandole dentro fino alle nocche, ogni affondo io godevo , tolte le dita iniziò con la lingua preparando il mio buco allo step successivo, quello step che stavo agognando da quando avevo visto il suo cazzo apparire dalle mutande.
Finito di allargarmi sentii le sue mani accarezzarmi la schiena , con una mano mi allargò le natiche e con l'altra appoggiò la sua cappella bagnata al mio buco umido e pronto ad accoglierlo dentro me.
Da vero esperto iniziò a spingere dolcemente, provavo dolore misto piacere, dopo pochi centimetri lo tolse per poi riposizionarlo e farlo scivolare lentamente tutto dentro.
Con colpi lenti e regolari lo sentivo entrare e uscire per tutta la sua lunghezza, il dolore era scomparso lasciando il posto al piacere, mi scopò per almeno un oretta buona , in ogni posizione che gli veniva in mente, il mio culo era ormai talmente dilatato che ne sarebbe entrato un altro tranquillamente, ero esausto , ma talmente eccitato che durante gli ultimi colpi riuscii ad arrivare all'orgasmo senza toccarmi , il mio sperma usciva ad ogni suo affondo ed io godevo cosi intensamente da ribaltare all'indietro gli occhi.
Non avevo mai goduto così tanto in vita mia, si esperienze ne avevo già avute parecchie, ma arrivare all'orgasmo così non mi era mai successo ed è stata un esperienza unica.
Uscì dal mio culo ormai distrutto, si ripulì con una salvietta e si mise in ginocchio sopra alla mia testa infilando il suo cazzone ancora durissimo tra le mie labbra, iniziando a scoparmi la bocca con forza.
Sentivo il suo uccello, ad ogni affondo ,gonfiarsi sempre più e capii che era pronto ad innondarmi la gola, non tardò molto e i suoi schizzi iniziarono a riempirmi la bocca mentre cercavo con ingordigia di non fare uscire neanche una goccia di quel nettare squisito, era dolce bello denso e bollente.
Aveva talmente tanto sperma che mi toccò ingoiarlo in due volte per poi pulirgli avidamente la cappella perché non volevo sprecarne neanche un po.
Il suo orgasmo fu talmente intenso che non lo dimenticherò mai, i suoi muscoli contratti i suoi gemiti potenti da vero maschio, le sue mani che mi tenevano la testa con forza , un vero stallone da monta.
Finito rimasi disteso a prendere fiato con lui in ginocchio che mi guardava soddisfatto e mi accarezzava i capelli, non uscirono parole ma gli sguardi erano sufficienti per intendersi.
Ci rivestimmo ed ognuno per la sua strada, senza scambiarsi numeri di cellulare, l'appuntamento era ancora lì sperando che il destino decidesse per lo stesso giorno.
Purtroppo sono tornato altre volte ma senza più rivederlo.
Come non dimenticherò mai quel trekking fantastico e quell'uomo stupendo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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